La GNAO1 è una grave malattia genetica rara con esordio pediatrico precoce i cui sintomi, che vanno dall’epilessia ai disturbi del movimento, possono comparire già nei primi giorni di vita. Di questa patologia si sa ancora molto poco poiché solo nel 2013 è stato scoperto, da un gruppo di ricerca giapponese, la sua causa genetica. La GNAO1 è causata da mutazioni – ovvero errori casuali nel codice genetico – a carico di uno specifico gene, denominato appunto GNAO1.

 

Basi genetiche e quadro clinico

Il difficile acronimo GNAO1 sta per “G Protein Subunit Alpha O1”, infatti il gene codifica per la subunità Alpha O1 della proteina G. Una proteina fondamentale coinvolta nella complessa catena di comunicazione molecolare che avviene tra le cellule, in particolar modo nella trasmissione del segnale nelle cellule nervose.

La patologia è stata inizialmente definita come grave encefalopatia epilettica ma negli anni è stato osservato, e riportato in pubblicazioni scientifici, che la GNAO1 può essere anche associata a forme più lievi di epilessia, o non essere del tutto associata a epilessia. Altri sintomi comuni sono un ritardo psicomotorio, ipotonia e movimenti di tipo coreico. I movimenti coreici sono movimenti involontari rapidi, caotici, che possono durare anche alcune ore ed essere fortemente disabilitanti.

Le mutazioni che possono colpire il gene GNAO1, e causare la malattia, sono di tanti tipi diversi e situati in zone diverse del gene. Uno studio scientifico, pubblicato nel 2017 da ricercatori americani, ha riportato che le diverse tipologie di sintomi che si osservano nei diversi bambini affetti da GNAO1 potrebbe essere correlata al tipo di mutazione. Un determinato difetto a carico della subunità della proteina G potrebbe attenuare la trasmissione del segnale nelle cellule nervose, e in tal caso essere associato alla comparsa di crisi epilettiche, mentre un altro potrebbe amplificare il segnale, da qui i movimenti incontrollati e accelerati di tipo coreico. La grande variabilità clinica riportata fino ad oggi rimane un punto ancora poco chiaro e da studiare. La tipologia e severità dei sintomi sono molto diverse da bambino a bambino, e possono differire anche all’interno della stessa variante della mutazione.

Nonostante in questi ultimi anni ci sia un numero sempre crescente di gruppi di ricerca e di clinici che hanno focalizzato la loro attenzione su questa nuova patologia, si sa ancora troppo poco sulla GNAO1. Ad esempio, non è chiaro quale sia il quadro clinico generale e il suo decorso. I pochi dati lasciano presupporre che non si tratti di una malattia degenerativa, ma di una condizione stabile nel tempo sebbene  con una grave disabilità. Inoltre è sconosciuta anche l’epidemiologia, ad oggi si contano circa un centinaio di casi in tutto il mondo ma è chiaro per gli esperti che si tratta di una cifra di gran lunga sottostimata.

 

Un network per la GNAO1

Attualmente l’unica realtà attiva sulla GNAO1 a livello internazionale è la Bow Foundation, un’associazione statunitense fondata nel 2016 da genitori di bambini GNAO1, la cui missione è quella di creare un network di famiglie, ricercatori e clinici, finanziare progetti di ricerca e contribuire alla divulgazione di informazioni sulla malattia. Ed è in questa stessa direzione che ci stiamo impegnando anche in Italia con la creazione di Famiglie GNAO1, associazione che è in contatto diretto e collabora con la Bow Foundation.

Data la recente scoperta del gene, servirà ancora del tempo per caratterizzare meglio le basi genetiche, le condizioni cliniche e l’epidemiologia della GNAO1. Altro tempo poi servirà per trasferire le conoscenze dalla ricerca di base allo sviluppo clinico di terapie efficaci. La ricerca scientifica giocherà un ruolo determinante in questo senso. Nel frattempo è fondamentale creare una rete tra le famiglie, i medici e tutti gli operatori che lavorano intorno a questa patologia sul territorio italiano. Solo con la partecipazione e la condivisione tra tutti questi soggetti si potrà avviare un processo di conoscenza della patologia e accelerare il percorso della ricerca.